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Responsabile: Matteo Romanelli, architetto

 

21/07/2017: Comunicato sull’alta velocità inerente alle infrastrutture e trasporti

Il futuro delle città è senz’auto.
Dal dopoguerra ai primi anni Novanta l’auto ha rappresentato il simbolo di sviluppo, modernità e ricchezza.
Nonostante questo modello, ancora oggi, in alcune realtà fatica a tramontare, assistiamo quotidianamente all’abbandono dell’idea di sviluppo urbano “auto-centrico” non più sostenibile, a favore di uno più smart, intelligente, che vede sparire le automobili, per lasciare spazio ai mezzi meno inquinanti e più sicuri.
Aumentare la sicurezza, ridurre il traffico, l’inquinamento e anche i tempi di spostamento possono solo far progredire la nostra società, creando benessere e migliorando la qualità della vita per chi vive e lavora in città.
Abbiamo già degli esempi concreti di città che hanno deciso di immaginare il loro futuro senza auto, Amsterdam, Amburgo, Helsinki e soprattutto Parigi.
Parliamo di grandi città europee e potrebbe sembrare fuorviante il paragone con i nostri centri urbani, ma vi assicuro che non lo è, da questi esempi dobbiamo prendere spunto soprattutto per la capacità delle amministrazioni di credere in un progetto, avendo una visione della città diversa da quella attuale.
Un futuro nel quale gli spostamenti saranno più sicuri, veloci e meno dannosi per l’ambiente.
Proprio perché il futuro delle città sarà senza auto, potenziare e migliorare continuamente le infrastrutture sarà fondamentale, soprattutto quelle del sistema ferroviario.
Immaginare di avere una stazione per l’alta velocità in Umbria potrebbe essere sicuramente un fattore positivo per l’intera regione, a patto che si inizi ad investire anche sulle altre tratte, permettendo alle Frecce di poter coprire buona parte del territorio umbro.
Usiamo la parola “permettere” perché, oltre a prevedere i treni, serve necessariamente un investimento serio per riprogettare le infrastrutture vere e proprie, ovvero le ferrovie.
Dobbiamo essere chiari, far passare un Freccia Bianca sulle linee attuali, equivale ad avere un Intercity solamente più bello, proprio perché il fattore che dovrebbe fare la differenza, la velocità, risulterebbe invariata.
Alta velocità e Frecce Bianche per cambiare la sensazione di isolamento che spesso si prova quando si utilizzano i vari Regionali, Regionali Veloci o gli IC, il Tacito.
Per capire questo senso di isolamento basta analizzare le due tratte più utilizzate da Terni, capoluogo di provincia, per raggiungere Perugia o Roma.
Tempi lunghissimi ed inaccettabili per chi viaggia per lavoro, per i pendolari.
Qui noi dobbiamo investire, per far si che si possano creare le condizioni che hanno portato in Basilicata la grande affluenza di passeggeri per l’introduzione del Freccia Rossa.
Due treni A/R, su cui viaggiano in media 220 persone al giorno, 110 circa per tratta, con degli introiti, relativi ai biglietti, molto alti, capaci quasi di ammortizzare i costi per il nuovo servizio.
Tutto questo a dimostrazione che le persone utilizzano il treno come mezzo di locomozione, per lavoro e per turismo.
Ecco perché abbiamo bisogno di una visione per il futuro, dobbiamo investire sulle infrastrutture per evitare di rimanere indietro, come da troppo tempo a questa parte abbiamo fatto.
Un altro aspetto fondamentale, relativo all’alta velocità è la localizzazione della nuova stazione Medioetruria che la commissione tecnica sembrerebbe aver ipotizzato o a Creti-Farneta o a Rigutino.
Localizzazioni che andrebbero a danneggiare fortemente, o meglio, a rafforzare il senso di isolamento di tutta la bassa Umbria.
Servirebbe una stazione facilmente raggiungibile sia da Perugia che da Terni, una stazione utilizzabile da tutto il bacino d’utenza umbro, non collocata in posizioni periferiche.
Una stazione nel cuore dell’Umbria.
Il paragone con la stazione Mediopadana di Reggio Emilia è fuorviante, sbagliato, perché non tiene conto delle basi di partenza, molto diverse delle due regioni.
L’Emilia Romagna, molto più grande dell’Umbria, con un’attività industriale molto più forte, eterogenea e strutturata della nostra.
Una Regione, quella emiliana, che si sviluppa su un terreno completamente pianeggiante, facile da attraversare, con molti collegamenti infrastrutturali che permettono di raggiungere facilmente la stazione dell’Alta Velocità.
Risulta chiaro che oltre le infrastrutture anche le stazioni ferroviarie sono fondamentali.
Pensiamo a quella di Terni.
Basterebbe dire che non è accessibile.
Sembra impensabile, ma è così.
Una persona con disabilità motorie non può prendere un treno, ad esclusione del binario n.1, nella stazione di una città con 110.000 abitanti e capoluogo di Provincia.
Questo non è ammissibile.
Non servono solo investimenti per rendere le stazioni accessibili, efficienti, confortevoli e a misura del periodo storico nel quale viviamo, ma anche qui serve un progetto per renderle le stazioni del futuro.

 

PROGETTO 1: UNA CITTÀ UN FIUME. TERNI E IL NERA

Scarica il progetto qui: UNA CITTÀ UN FIUME

 

Matteo Romanelli

UN'IDEA DI CITTÀ.Dobbiamo investire per andare a ricucire quelle lesioni, quelle divisioni che esistono attualmente tra la periferia e il centro urbano.

Pubblicato da Terni Valley su Venerdì 12 maggio 2017