Ciao Roberto, cosa fai nella vita?

20 anni fa ho fondato la Snap assieme ad altri 2 soci. Ci occupiamo di produzione televisiva, in Italia e all’estero. Oggi abbiamo 3 sedi: una a Terni, una a Roma e una a Milano, con circa 40 dipendenti. Cresciamo costantemente. Sacrifici e soddisfazioni. Speriamo che duri. Ce la mettiamo tutta.

 

La Terni di oggi cosa rappresenta per te? 

Le mie radici. Ci vivo bene, anche se non mi sfuggono le difficoltà che sta attraversando. Mi piace viaggiare, per lavoro e per diletto. Ma tornare a casa mi fa sempre piacere.

Qual è secondo te il principale pregio della nostra città?

A Terni si vive discretamente. E’ accogliente e a misura d’uomo. Mi piace la dimensione della comunità di “provincia”.

E il principale difetto?
Il decoro urbano. Strade, verde e infrastrutture dissestate. Ultimamente mi colpisce molto l’abbandono delle attività commerciali nel centro. E quello delle attività industriali e artigianali in periferia. Terni è evidentemente una città in decadenza.
Domani mattina ti alzi e ti ritrovi sindaco di Terni. Quale sarebbe la prima azione concreta che intraprenderesti per migliorare la vita dei cittadini ternani?

Non farei mai il Sindaco né ho d’altronde le competenze per poterlo fare. Diciamo che, se lo fossi, il primo giorno indosserei tuta e scarpe comode per un bel giro in città. Per osservare e discutere con la gente. Un sindaco, secondo me, deve sapere amministrare (cosa complicata) ed inventare (compito ancor più ingrato). Occhi aperti, orecchie dritte e buone idee (senza dimenticare l’obbligo delle capacità): un buon sindaco dovrebbe essere così.

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