Ciao Marco, cosa fai nella vita?

Innanzitutto il padre. Ho tre splendidi figli a cui mi piace dedicare molto del mio tempo libero.

Lavoro alla Polizia Municipale (ora Locale) di Terni da 14 anni e sono impiegato attualmente presso il nucleo radiomobile. Siamo solitamente la prima interfaccia del Comando e del Comune verso i cittadini in tantissime situazioni diverse ed abbiamo a che fare con ogni tipologia di persona. E proprio in questa estrema varietà di situazioni che, secondo me, risiede la bellezza del mio lavoro. Ogni volta si può dare e si può ricevere da una persona diversa per un continuo e costante accrescimento personale e professionale.

Da alcuni mesi, poi, ho creato il progetto “Mi Rifiuto!” nato innanzitutto dalla constatazione che il livello del decoro nei parchi e nei giardini della città era estremamente compromesso. Per questo, assieme a tanti altri volontari che in questi mesi si sono uniti al primo nucleo di cittadini, organizziamo interventi di pulizia delle aree verdi del Comune cercando innanzitutto di sensibilizzare e coinvolgere il resto della cittadinanza affinché la cura dell’ambiente che ci circonda possa diventare la priorità di ognuno di noi.

 

Che cosa rappresenta per te la Terni di oggi?

Premesso che vivo a Terni da 14 anni essendo originario di Napoli, ho potuto assistere in tutto questo lasso di tempo, soprattutto grazie al mio lavoro, al mutamento della città nel suo variegato tessuto sociale. Se è vero che una visione di insieme può fornire un quadro della situazione non esaltante e che anzi determina agli occhi dei più un sensibile livello di preoccupazione, mi sembra che possa essere altrettanto vero che, esaminando porzioni della società, si riescano ad individuare, per fortuna, numerose spinte propulsive che lasciano ben sperare per il futuro della città. Mi riferisco in particolar modo a tutte quelle attività svolte da gruppi, associazioni e comitati che con il proprio impegno ed il proprio “fare” quotidiano costituiscono un elemento di assoluto pregio nel panorama cittadino. Terni, quindi, per me oggi rappresenta una sfida. Riuscire ad uscire da un profondo torpore alimentando, in maniera costruttiva, le coscienze allo scopo, che potrebbe sembrare banale e scontato ma che non lo è affatto, di raggiungere un alto livello della qualità della vita, a vantaggio di tutti.

 

Qual è secondo te il principale pregio della nostra città?

Il territorio. Terni ed il proprio comprensorio insistono su una porzione di Terra che non è seconda a nessuno per bellezza e varietà dei paesaggi. Dalle eccellenze apprezzate anche all’estero come la cascata delle Marmore o il lago di Piediluco fino all’ultimo sentiero di montagna questo territorio offre continue opportunità di vivere ed apprezzare la natura e di potersi sentire in simbiosi con l’ambiente che ci circonda. Ma tutto questo patrimonio va tutelato e salvaguardato soprattutto da chi in questo ambiente ci vive. Troppo spesso oramai le nostre montagne sono utilizzate come discariche e la deturpazione del territorio sta raggiungendo criticità che vanno rapidamente arginate. Per questo ribadisco l’importanza di un risveglio di coscienza proprio per riappropriarci in maniera corretta della ricchezza che ci circonda.

 

E il principale difetto?

L’indifferenza. Sempre il mio lavoro mi porta ad avere un quadro piuttosto asettico e puntuale della realtà quotidiana in cui viviamo e molto spesso mi accorgo che è proprio l’indifferenza, verso il prossimo, verso le cose comuni, ma anche verso le idee altrui, che determina situazioni conflittuali e di degrado sociale e materiale. Essere una collettività richiede sicuramente un impegno da parte di ognuno di noi affinché le mancanze di uno non ricadano su altri. L’abitudine quotidiana ci porta spesso a compiere azioni “su imitazione” senza fermarci a riflettere sull’effettiva bontà o correttezza delle stesse. E’ per questo che le spinte positive e propulsive di cui ho parlato in precedenza avranno un ruolo fondamentale per incidere su questo aspetto che, ad oggi, rappresenta senz’altro un elemento di negatività che incide sullo sviluppo dell’intera comunità.

 

Domani ti svegli e sei Sindaco, che fai?

Riassumendo quanto detto finora, potrei dire che per “fare” non c’è bisogno di essere Sindaco o quanto meno si può contribuire al benessere della città anche da semplice cittadino. E questo, poi, è lo spirito del mio progetto “Mi Rifiuto!”. Io cittadino che rifiuto il degrado e mi impegno in prima persona a compiere gesti della vita quotidiana che si ripercuotono in maniera positiva sugli altri. E non mi riferisco a chissà quali grossi impegni. Si può e si deve iniziare dai piccoli gesti come, ad esempio, non gettare i rifiuti in terra, parcheggiare la macchina in maniera “civile” e coscienziosa, rispettare la fila, non sprecare inutilmente risorse primarie come l’acqua.

Credo che in questa epoca abbiamo davvero l’opportunità di poter dare una sterzata decisiva alla qualità della nostra vita. Cambiare si può. Dipende da ognuno di noi!

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