Ciao Marco, cosa fai nella vita?

La risposta semplice è che faccio l’impiegato; quella più articolata è che faccio il ricercatore, poiché nei differenti ambiti di vita (dal lavoro agli interessi personali) non possiamo mai smettere di porci domande e di trovare il modo per soddisfarle. Se possibile con metodo.

 

La Terni di oggi cosa rappresenta per te? 

La risposta semplice è che rappresenta la mia ultima “casa”, poiché ci vivo stabilmente dal 2006 e 11 anni non sono pochi; quella più articolata è che rappresenta una città con una storia importante, che si respira ancora (con i pro ed i contro), ma è così recente che, in realtà, va ancora scritta.

 

Qual è secondo te il principale pregio della nostra città?

Il pregio principale della città è di esser stata pensata e ricostruita bene nel dopoguerra. Non solo: di non presentare grandi disuguaglianze stratificate nel tessuto urbano e sociale. E’ una città integrata. Ma non per molto ancora.

 

E il principale difetto?

Il principale difetto è che nel periodo successivo alla ricostruzione e agli anni successivi è stata soprattutto pensata e poco realizzata. Con i vincoli di bilancio attuali, poi, è sempre più difficile anche pensarla, poiché a forza di cambiamenti mancati, alla fine, ci si adatta all’idea che non cambierà più nulla.

 

Domani mattina ti alzi e ti ritrovi sindaco di Terni. Quale sarebbe la prima azione concreta che intraprenderesti per migliorare la vita dei cittadini ternani?

Dimissioni. Essere candidato a mia insaputa non fa per me. Non si fa politica senza un processo partecipativo.

 

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