Ciao Francesco, cosa fai nella vita?

Sono uno studente universitario; studio Scienze Politiche presso l’università di Perugia e durante il tempo libero mi piace dedicarmi allo sport del Rugby con il team Rugby Terni. Da qualche anno vivo a Ferentillo, un paese della Valnerina.

 

Cosa rappresenta per te la Terni di oggi?

Per me la Terni di oggi rappresenta un luogo pieno di opportunità e potenzialità inespresse. Un contenitore di ottime qualità in vari ambiti che però non riescono a trovare un espressione che guardi al futuro e che nell’indifferenza e nella disillusione rimangono sopite in una memoria e orgoglio collettivi sempre più sbiaditi.

 

Qual è secondo te il principale pregio della nostra città?

Credo che la nostra città abbia molti pregi, i quali sono individuabili attraverso un discorso storico. Le radici della nostra città sono molto profonde e nel corso del tempo si è formata una forte identità, soprattutto attraverso l’industrializzazione che ha dato alla città una forma definita ed alle persone una sensazione di unità e forza. La percezione di collettività è molto sentita, ma negli ultimi tempi i nodi che tengono unita la società si stanno allentando e quello che prima univa è ora meno sentito. I tempi sono sicuramente cambiati e le persone attraverso le loro qualità devono confrontarsi per dare delle nuove risposte. In definitiva credo che il miglior pregio di Terni siano le persone e il loro legame con il territorio.

 

E il principale difetto?

Purtroppo come le qualità, anche i difetti sono vari. Penso subito al discorso dell’inquinamento che attraverso varie fonti priva i cittadini del diritto più importante: quello alla vita e alla salute. L’incapacità delle istituzioni di trovare una soluzione sul fronte dello smaltimento dei rifiuti è un problema gravissimo, come anche l’incapacità di rendere la mobilità più ecologica e a misura di cittadino del 21° secolo. Basti pensare che nel tratto di strada che unisce Terni al quartiere di Borgo Rivo non è presente neanche un passaggio pedonale o una pista ciclabile. Inoltre credo sia necessario riflettere sulle politiche giovanili e le possibilità offerte alle nuove generazioni che diano più motivi per restare che per abbandonare la città. Il problema si riscontra non solo dal punto di vista lavorativo e formativo, ma anche prettamente sociale. In un luogo in cui non ci sono attrattive anche solo per una socialità alternativa, con spazi di aggregazione per giovani, il rischio è che questi trovino altri modi in cui sviluppare la socialità spesso malsani e pericolosi per la comunità.

 

Domani ti svegli e sei sindaco, che fai?

A 22 anni è difficile pensare a cose farei se fossi sindaco di Terni, sicuramente farei il possibile per rendere la città sempre più a misura di giovani, e coinvolgerei il più possibile la gioventù a pensare una nuova città, a come far rinascere la nostra cara conca.

 


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