Ciao Alessandro, cosa fai nella vita?

Sono socio lavoratore nella Cooperativa Sociale Actl e da diversi anni un operatore turistico-museale, presso il museo archeologico di Terni al Caos (fino al 2015 in questo sito), area archeologica di Carsulae e Cascata delle Marmore. In passato ho lavorato anche nel settore dei trasporti come magazziniere ed impiegato amministrativo, con numerose esperienze in bar e ristoranti, in particolare nel mio (spero unico) periodo di disoccupazione durato circa 2 anni e mezzo.

Riguardo al lavoro in essere, che è anche la mia esperienza più lunga e ricca, nella cultura e nel turismo, oltre alle normali mansioni di biglietteria, controllo e visite guidate, mi sono occupato della vendita di spazi pubblicitari per i portali webmarmorefalls.it e carsulae.it ed in particolare di comunicazione sia per il Sistema Museale Ternano che per la Cascata delle Marmore, gestendo i suddetti portali web e le pagine social della Cascata delle Marmore, di Carsulae, del Servizio Civile (progetti Coopsociali Alis e Actl) e -in condivisione- della Cooperativa Sociale Actl e Alis; organizzando inoltre diversi appuntamenti culturali ed eno-gastronomici, occupandomi dei rapporti con i media locali e la pubblicità web di eventi e servizi, compresa la distribuzione di materiale cartaceo (depliant e locandine) nel ternano.

Non mi occupo più di comunicazione e vendita di spazi pubblicitari da agosto 2017 per motivi personali che, da una parte per correttezza e dall’altra per tutela personale non intendo approfondire, quantomeno in pubblico.

 

La Terni di oggi cosa rappresenta per te? 

La Terni di oggi per me rappresenta un colpo al cuore e l’incertezza.

Assistere alle mancanze, all’immobilismo, alla superficialità, alle ambiguità, alle numerose incompetenze di una classe politica dirigente il cui spessore è in larga parte imbarazzante, risulta essere deprimente e stressante per me, oltre che -credo- per chi ha voglia di fare, emergere, ma prima di tutto dare lustro e sviluppo alla città per ciò che sono le proprie competenze.

Tutto quanto di cui sopra ha fattivamente delle pesanti e gravi conseguenze che stanno in molti casi subendo un processo automatico di normalizzazione ed in alcuni casi di irreversibilità: penso in primis al degrado ambientale e strutturale della città, allo sgretolamento dei servizi pubblici ed alla svendita e degrado dei beni comuni, alla assurda priorità di far quadrare i conti di bilancio a fronte di un recepimento supino e per partito preso di tagli a mannaia a 360 gradi, al totale scollamento tra politica/istituzioni/sindacati confederali e cittadinanza, alla totale assenza fisica, di informazioni e confronti in tutti i quartieri di Terni e in tutte quelle situazioni delicate di vario genere presenti nel nostro territorio.

Di qui, la mia personale rappresentazione non può che essere una sorta di Medioevo, in primis culturale e quindi comportamentale, dal quale occorre uscire con determinazione, partecipazione, condivisione, inclusione, proposte.

 

Qual è secondo te il principale pregio della nostra città?

Non nascondo, in particolare in questa fase, che mi risulta tutt’altro che immediato scorgerne, in quanto mi sembra abbastanza oggettivo che menefreghismo, paure, pigrizie, scoramento si siano concrezionati a macchia d’olio sui protagonisti della conca ternana, ovvero i cittadini.

La vostra nascita e la vostra iniziativa sono una e non l’unica eccezione alla regola. Abbiamo molte eccellenze e alcuni “laboratori” politici e civici che meritano attenzione, partecipazione e linfa vitale.

Credo che il principale pregio della nostra città -dando per scontati gioielli turistici-culturali-paesaggistici che non hanno (e avrebbero) nulla da invidiare rispetto ad altre situazioni extra-territoriali- pensandoci bene, sia l’orgoglio ternano (che deve essere indirizzato positivamente anche fuori da uno stadio) ed anche il forte senso di solidarietà.

Un senso di solidarietà largamente dimostrato in diverse occasioni, come le manifestazioni per l’acciaieria e per la salvaguardia della salute, ma subito mi viene poi una sorta di magone e di profonda rabbia: situazioni troppo spesso lasciate derivare e sopire per inerzia e strumentalità, in quanto nel tempo una larga fetta della politica e dei sindacati hanno perso la bussola e l’etica, facendo perdere forza a quelli che sarebbero potuti essere processi con ulteriori capitoli e tangibili conquiste; facendo così proliferare decine di comitati e frazionando la potenza e l’efficacia delle proteste e delle proposte.

 

E il principale difetto?

Non può essere che, a mio avviso, la complicità diretta ed indiretta, di tanti troppi cittadini, a questo degrado che si tramuta poi nei risultati elettorali anche e molto in termini di astensionismo: quest’ultimo più una conseguenza che una colpa.

Una complicità, dicevo, dovuta a diversi fattori: condizionamenti, pressioni e ricatti -più o meno espliciti- nei luoghi di lavoro;  menefreghismo, assuefazione, superficialità, diffidenza e paura che si sono ritagliati uno spazio sempre più da protagonista nei cittadini, sempre più progressivamente abbandonati -come accennavo sopra- da chi ha la responsabilità di tutela, sviluppo, informazione, educazione e inclusione: ovvero la mancanza oramai totale e definitiva di responsabilità, stimolo, presenza capillare, onestà da parte di larga parte del mondo politico, istituzionale e sindacale.

Troppo spesso, nei contesti di cui sopra, frutti buoni (o se volete chi mette la testa fuori dalla sabbia), storicamente, sono emarginati e relegati all’essere “innocui”.

Arrivismi, personalismi, malaffare, “partito-presismi”, provincialismo, maschere, incompetenze…sono, penso, il principale cancro culturale che attanaglia una città moribonda e che merita e necessita di una bonifica ambientale e culturale: robe che non si raggiungono su due piedi, ma qualsiasi seme nasca in tal senso va fatto crescere e va condiviso e partecipate. Diffuso.

Se penso, per fare un esempio terra terra che mi fa rabbrividire, alla complicità tra vertici AST e istituzioni locali, circa il progetto di edificare dei giardini e parchi giochi sopra al mostro della discarica sopra a Cervara, dietro all’acciaieria, su cui dovrebbero giocare i nostri figli…mi viene il vomito. Tra l’altro ci sono stato: sembra Marte, un ambiente velenoso, irrespirabile, pauroso alla vista.

 

Domani mattina ti alzi e ti ritrovi sindaco di Terni. Quale sarebbe la prima azione concreta che intraprenderesti per migliorare la vita dei cittadini ternani?

Mi viene da sorridere, poichè, in 22 anni di “semplice” militanza politica e partecipazione civica, non ho mai avuto mire di tal genere, o anche più “basse”. Probabilmente, come spesso mi accade, sto prendendo la domanda troppo sul serio, o troppo seriamente cucendola sul mio, ahimè, ego-centrismo.

Tornando strettamente alla domanda. Non ho dubbi: imposterei il mio modo di agire ispirandomi, per fare un esempio pratico, all’esperienza in essere di Napoli.

Nel senso che farei il sindaco di strada almeno 2-3 giorni a settimana, portando le istituzioni (a vari livelli e competenze) nei quartieri e nelle situazioni “delicate” costantemente, prima di tutto ad ascoltare per recepire ed acquisire genuina fiducia, al fine di presentare proposte ed attuare provvedimenti realmente condivisi, partecipati e cuciti sui bisogni delle varie territorialità.

In seconda analisi, mi concentrerei nell’informazione e nell’educazione dei cittadini, su molteplici tematiche: rispetto delle regole, rispetto delle persone, rispetto dell’ambiente, integrazione.

Stilerei un calendario annuale in tal senso, in cui trovi spazio quanto di cui sopra, oltre a momenti di convivialità e cultura costruiti con il confronto (e aiuto) con cittadini, associazioni, comitati, soggetti politici e sindacali.

Ma alla base di tutto ciò, aprioristicamente, metterei in tutto il senso per cui “sono stato eletto”: la tutela dei beni comuni, dei servizi pubblici, dei diritti, della salute, dell’ambiente…e non è affatto scontato dirlo, pensarlo ed attuarlo…è un atto d’amore dovuto, se vogliamo, anche costituzionalmente parlando. Oggi un atto rivoluzionario, ahinoi…

Banalmente…per recuperare, crescere, sviluppare, tutelare, difendere, reprimere, educare, occorrono si le competenze ed il buon senso, ma prima di tutto le volontà di stilare progetti a medio e lungo termine a “110000 mani”, nei limiti del possibile.

 

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

You may use these HTML tags and attributes:

<a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>