Ciao Alessandro, cosa fai nella vita?
Lavoro per un’azienda ternana, NetAddiction, una delle principali media company italiane, una realtà vivace e dinamica del WEB. Mi occupo principalmente di advertising, fungendo da raccordo tra la divisione commerciale e quella amministrativa.
Nel tempo libero vivo di e per lo sport, sia da “pseudo-atleta”, cercando di praticarlo il più possibile, sia in qualità di dirigente di una società podistica, la Ternana Marathon Club, attraverso la quale cerchiamo di diffondere i valori dello sport, della solidarietà e dell’amicizia. Oltre che del rispetto della natura.

La Terni di oggi cosa rappresenta per te?
La Terni di oggi è una brutta copia sbiadita della Terni di 20 anni fa: è una città tuttora vivibile ma che non riesce ad uscire dal loop vizioso nel quale è precipitata, sia a causa della congiuntura economica globale che a causa dell’immobilismo politico e civico che la attanaglia. Manca una figura carismatica che sappia risvegliare i ternani, manca soprattutto una coscienza civica condivisa che porti i cittadini a considerare la cosa pubblica come di tutti, e non di nessuno. Manca una prospettiva a medio lungo-termine.
E credo fermamente che, al di fuori del pur importante tessuto industriale, sia una città con molte possibilità legate allo sviluppo della cultura (oggi profondamente carente) e del turismo.

Qual è secondo te il principale pregio della nostra città?
A costo di ripetermi, sostengo che il principale pregio sia ancora la vivibilità della città, il poter avere tutto a portata di mano ed il poter circolare “quasi” tranquillamente ad ogni ora ed in ogni quartiere. Sicuramente la situazione è peggiore rispetto al passato ma credo sia ancora un’isola piuttosto felice rispetto ad altre realtà nazionali.

E il principale difetto?
La logica NIMBY (Not In My Back Yard) che attanaglia le menti dei dirigenti e soprattutto dei cittadini; occorre rigettare la prospettiva del guadagno immediato e lavorare per un futuro di cui forse noi non riusciremo a godere, ma magari i nostri figli sì. Cambiare questa mentalità (tipicamente italiana/occidentale) è sicuramente difficile, ma è uno sforzo necessario che la nostra generazione deve assolutamente compiere. E deve partire dalle stesse famiglie, attraverso l’educazione al rispetto.

Domani mattina ti alzi e ti ritrovi sindaco di Terni. Quale sarebbe la prima azione concreta che intraprenderesti per migliorare la vita dei cittadini ternani?
Un gesto che non cambia molto ma che può servire a svegliare dal torpore, anche fisico, i ternani: trovare dei fondi per rendere completamente pedonale e ciclabile la famigerata “zona-zero”, impedendo l’accesso alle auto non-elettriche; creare al contempo una infrastruttura di piste ciclabili completa che in una città pianeggiante come la nostra è impensabile ed anacronistico non avere; potenziare il trasporto pubblico ed i parcheggi al di fuori del centro. Il centro deve essere a disposizione delle famiglie, pulito e sicuro, sia di giorno che di notte. E, come gli studi dimostrano, all’aumentare dell’attività fisica, aumenta l’attività cerebrale, aumenta il benessere ed aumenta la capacità di sorridere. Ed anche il commercio al dettaglio ne gioverebbe, come possiamo vedere girando un po’ l’Italia e il mondo.

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